Storia della chitarra
Quoque Legend
Storia della
Chitarra
Dalle corde antiche all’elettrica · Lo strumento che ha cambiato tutto
Le civiltà mesopotamiche e dell’antico Egitto sviluppano i primi strumenti a corde pizzicate. Liuti primitivi con cassa di risonanza in legno e corde di budello animale appaiono nelle raffigurazioni tombali egiziane. Sono gli antenati diretti di tutto ciò che verrà.
Regione: Mesopotamia · Egitto · Medio Oriente
Con la diffusione della cultura araba nel Mediterraneo arriva l’oud: cassa bombata, manico corto senza tasti, suono caldo e profondo. I mori lo portano in Spagna nell’VIII secolo. Da questo incontro tra culture nascerà la chitarra europea. È la svolta decisiva nella storia dello strumento.
Regione: Penisola Iberica · Nord Africa
In Spagna prende forma la vihuela: cassa piatta con strozzatura laterale, sei cori di corde doppie, tasti di budello legati al manico. È lo strumento nobiliare per eccellenza nelle corti iberiche. Parallelamente si diffonde una versione più piccola a quattro cori: la chitarra rinascimentale, popolare e accessibile.
Strumento simbolo: Vihuela de mano — Luys Milán, El Maestro (1536)
La chitarra barocca a cinque cori conquista tutta Europa. Leggera, ornamentata, suonata con il rasgueado — la tecnica di strummare le corde con le dita — diventa lo strumento simbolo del ‘600. Compositori come Francesco Corbetta la portano nelle corti di Francia e Inghilterra, rendendola lo strumento di moda dell’aristocrazia.
Strumento simbolo: Chitarra barocca italiana — Francesco Corbetta
I cori doppi vengono sostituiti da corde singole e si aggiunge la sesta corda grave. La chitarra assume la forma che conosciamo: sei corde, manico con tasti fissi in metallo, cassa con catena armonica interna. Fernando Sor e Mauro Giuliani ne codificano il repertorio e la tecnica. Nasce la chitarra classica.
Strumento simbolo: Chitarra classica viennese — fine ‘700
Il liutaio spagnolo Antonio de Torres Jurado rivoluziona la costruzione della chitarra: allarga la cassa, introduce la catena a ventaglio sul piano armonico, porta la scala a 650 mm. La sua chitarra proietta un suono più potente, equilibrato e ricco di armonici. È il prototipo da cui discendono tutte le chitarre classiche moderne.
Strumento simbolo: Torres SE114 · La Leona (1856)
Andrés Segovia porta la chitarra classica nelle sale da concerto di tutto il mondo, imponendola come strumento solista di pari dignità al pianoforte e al violino. Commissiona nuove opere ai compositori del ‘900 e perfeziona la tecnica della mano destra con le unghie. La chitarra classica diventa arte.
Opera simbolo: Concierto de Aranjuez — Rodrigo / Segovia (1940)
Christian Frederick Martin Sr. emigra in America e fonda la C.F. Martin & Co. a Nazareth, Pennsylvania. Sperimenta corde in acciaio invece del nylon, introduce la catena a X — più resistente alla tensione delle corde metalliche — e negli anni ’30 lancia la forma dreadnought: spalle squadrate, cassa grande, volume enorme. Nasce la chitarra folk americana.
Modello simbolo: Martin D-28 (1931)
Orville Gibson brevetta una chitarra con la cassa intagliata come un violino — la archtop. Il piano armonico bombato e le effe laterali producono un suono proiettato e brillante, ideale per i combo jazz degli anni ’20 e ’30. Lloyd Loar perfeziona il progetto con la Gibson L-5 nel 1922: diventa la chitarra jazz per antonomasia.
Modello simbolo: Gibson L-5 (1922)
George Beauchamp e Adolph Rickenbacker brevettano il primo pickup elettromagnetico applicato a una chitarra lap steel in alluminio, soprannominata “Frying Pan” per la forma circolare. Il segnale delle corde viene convertito in corrente elettrica e amplificato. È la svolta tecnologica che cambia tutto: nasce la chitarra elettrica.
Modello simbolo: Rickenbacker A-22 “Frying Pan” (1931)
Leo Fender progetta la prima chitarra elettrica solid body prodotta in serie: corpo in frassino pieno, manico avvitato in acero, due pickup single-coil. Nessuna cassa di risonanza — il feedback è azzerato, il sustain aumenta. Economica da produrre, facile da riparare. I musicisti country e blues la adottano subito. È la democratizzazione della chitarra elettrica.
Modello simbolo: Fender Broadcaster / Telecaster (1950)
Gibson risponde a Fender con una solid body firmata dal chitarrista Les Paul: corpo in mogano con top in acero, manico incollato, due humbucker PAF che eliminano i ronzii dei single-coil producendo un suono più caldo e potente. Il sustain infinito e il timbro denso la rendono perfetta per il rock. È la controparte aristocratica della Telecaster.
Modello simbolo: Gibson Les Paul Standard (1952)
Leo Fender ridisegna tutto: corpo con doppio cutaway e bordi smussati, tre pickup single-coil, tremolo a molla integrato, controlli di tono dedicati per ogni pickup. La Stratocaster è ergonomica, versatile e bellissima. Hendrix, Clapton, Gilmour, Buddy Holly, Stevie Ray Vaughan: è la chitarra più suonata e imitata della storia.
Modello simbolo: Fender Stratocaster (1954)
I chitarristi scoprono che mandare in saturazione l’amplificatore produce un suono graffiante e aggressivo. Dave Davies dei Kinks taglia il cono del suo amplificatore. Keith Richards registra Satisfaction con un fuzz box. Jimi Hendrix porta distorsione, wah-wah e feedback a Woodstock. La chitarra smette di essere solo melodia: diventa puro rumore creativo.
Brano simbolo: (I Can’t Get No) Satisfaction — Rolling Stones (1965)
Jimmy Page con i Led Zeppelin porta la chitarra a nuovi estremi di volume e tecnica. Tony Iommi dei Black Sabbath — che aveva perso le punte di due dita — abbassa la tonalità delle corde e inventa il riff heavy metal. Eddie Van Halen introduce il tapping a due mani e ridefinisce cosa si può fare su uno strumento. La chitarra diventa un’arma.
Brano simbolo: Eruption — Van Halen (1978)
Gli anni ’80 portano l’ossessione per la tecnica. Steve Vai, Joe Satriani, Yngwie Malmsteen fondono rock e classicismo in uno stile ultraveloce che prende il nome di shred. La chitarra superstrat — corpo Strat con pickup humbucker e ponte Floyd Rose — diventa lo strumento di riferimento. Il virtuosismo fine a sé stesso raggiunge il suo apice.
Brano simbolo: For the Love of God — Steve Vai (1990)
In reazione al virtuosismo degli anni ’80, Kurt Cobain suona una Fender Mustang scassata con accordature aperte e accordi distorti di potenza. Il grunge valorizza l’imperfezione, l’urgenza emotiva e il rumore. Thurston Moore dei Sonic Youth sperimenta accordature alternative. La chitarra torna a essere strumento di espressione più che di esibizione.
Brano simbolo: Smells Like Teen Spirit — Nirvana (1991)
Line 6 introduce il modeling digitale: un solo strumento può simulare decine di amplificatori e chitarre storiche. La Variax permette di cambiare il suono in tempo reale via software. I pedalboard digitali come il Fractal Audio Axe-FX offrono una qualità da studio in formato portatile. La tecnologia non sostituisce l’analogico — lo affianca.
Tecnologia simbolo: Fractal Audio Axe-FX (2006)
Il metal progressivo e il djent portano alla diffusione delle chitarre a sette e otto corde. Meshuggah costruisce l’intero sound attorno a riff sincopati su otto corde accordate in basso. Tosin Abasi degli Animals as Leaders esplora poliritmia e tapping su chitarre a otto corde. Il range armonico si espande verso il basso fino a toccare il registro del basso elettrico.
Strumento simbolo: Ibanez RG8 · Agile Intrepid 8 (2010s)
Chitarre stampate in 3D con geometrie impossibili da realizzare in legno, pickup intelligenti che adattano il timbro in tempo reale, interfacce MIDI integrate nel corpo dello strumento. L’intelligenza artificiale entra nella liuteria per ottimizzare le risonanze del legno. La chitarra ha 5000 anni di storia dietro di sé — e probabilmente molti altri davanti.
Direzione: Sustainer Fernandes · Gibson Robot Guitar · Luthier AI